DOCUMENTAZIONE DEGLI INTERVENTI DI RESTAURO PARZIALI, SUL CASSONE NUZIALE RINASCIMENTALE ATTRIBUITO AL MATRIMONIO TRA LORENZO IL MAGNIFICO E CLARICE ORSINI 1469

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Non è che capita tutti i giorni di restaurare un oggetto così importante, per la sua storia. Mi sono reso disponibile ad intervenire quasi gratuitamente, perchè il cassone era intriso di vicende e riferimenti storici, che si collocavano per fattura alle più importanti botteghe fiorentine del quattrocento. Sicuramente la gratificazione di mettere mano ad un oggetto del 1469 ripaga almeno in parte gl'importanti interventi di restauro.

STATO DI CONSERVAZIONE PRIMA DEGLI INTERVENTI DI RESTAURO

L'ossatura del cassone è in legno di abete cartellato con cartellature di legno di noce intarsiato con tecnica a buio con legno di bosso.
Il piano è di legno di noce modanato a becco di civetta, anch'esso molto compromesso.

Gli intarsi riguardante il lato destro sono privi del 80% delle tessere intarsiate, con aggiunte di reintegrazioni, riguardante il fondo di noce.
Per quanto riguarda l'altro fianco sinistro, speculare come disegno al lato destro, gli intarsi mancanti sono del 50%.
Grazie alle tracce e alle porzioni di intarsio originali rimaste, si può risalire ad una ipotetica e quasi certa riconduzione iconografica.
I pannelli sono riquadrati e decorati con motivi intarsiati e motivi a toppo. Le scene sono delimitate sia nei pannelli frontale e nei fianchi con quattro Rosette quinquefolie disposte agli angoli.

Misure cassone:
lunghezza 194 cm
profondità 72,5 cm
altezza 71 cm

Pannelli del fronte prima degli interventi di restauro

Elementi ricostruiti recentemente da restauri precedenti evidenziati con colore verde

Reintegrazioni non coeve e ricostruite con legno di abete e pioppo

Parti originali in bianco

Stato di conservazione del pannello del fianco sinistro, che non ha subito interventi di restauro, ed è servito per rielaborare tramite computer grafica, il progetto di restauro operato per l’intervento del pannello del fianco destro.

 

 

 

 

 

 

Stato di conservazione del pannello del fianco destro, prima degli interventi di restauro.

 

 

 

 

Stato di conservazione

Ad un preliminare esame del manufatto si sono riscontrate, le pessime condizioni dello stato di conservazione del cassone relative sia alla ossatura e ai pannelli intarsiati.
Si sono evidenziati restauri recenti, con una aggiunta del il cornicione che rifinisce la base, che era mancante, le paraste che riquadrano i pannelli intarsiati sia nel fronte che nei fianchi del mobile che sono state completamente rifatte con legno di pioppo e incrostate con una decorazione ad intarsio a nastrino composto da vari tipi di legno, che come decorazione non hanno niente da ravvisare e incongrue alla iconologia filologica del cassone.
Da una accurata visione si nota che la cassapanca ha di sicura certezza delle parti originali, i due pannelli frontali i fianchi intarsiati e una fascia, che orna la parte superiore dei pannelli intarsiati, collocata sotto il piano a becco di civetta del cassone, anch'essa

intarsiata con girali filettati e foglie in legno di bosso su fondo di quercia annegata.
I pannelli sono riquadrati con decorazioni a tecnica a toppo, che riquadrano le formelle, delimitati negli angoli con motivi intarsiati con quattro Rosette quinquefolie disposte hai lati.
Gli intarsi che raffigurano le scene sono intarsiate con legno di bosso su fondo in legno di noce, con la tecnica a buio, rigate con utensili a taglio e riempiti di stucco, che disegnano i particolari delle figure.
I pannelli frontali intarsiati che riguardano le scene e i racconti allegorici, avevano subito interventi precedenti di restauro, con abbondanti reintegrazioni con stucco, che riprendevano le varie figure erose da insetti xilofagi e quindi mancanti. I pannelli frontali, hanno perduto numerose tessere intarsiate e si riscontrano, parti molto compromesse del fondo di noce, eroso dal tarlo.


Per quanto riguarda il pannello di destra che era molto più compromesso del pannello sinistro, la procedura dell'intervento di restauro è stato usato lo stesso criterio. Per quanto riguarda i toppi si è provveduto ad una ricostruzione e reintegrazione del motivo intarsiato. Per la modanatura intarsiata che orna il pannello delle scene è stata ricostruita in parte e reintegrata nelle parti mancanti.
Per la parte bassa in legno di noce della cartellatura totalmente compromessa, si è provveduto ad una ricostruzione integrale del legno di fondo di noce e degli intarsi a foglia in legno di bosso, comprese gli elementi a quinquefolie disposte ai lati del pannello.
La parte centrale delle scene intarsiate, mancavano alcune porzioni intarsiate riconducibili, con quasi certezza, della loro forma originaria, quindi si è potuto reintegrare le lacune senza snaturare il significato iconografico. Solamente per la lacuna più consistente, riguardante un delle tre grazie in primo piano che tiene un freccia in mano dopo alcune interpretazione si è deciso di lasciare in maniera neutra la lacuna, non avendo precisi riferimenti.


Il restauro più consistente è stato apportato al pannello del fianco di destra, che mancava dell'80% dell'intarsio d'insieme. Si è provveduto ad un restauro estetico di ricostruzione quasi totale, visto che il lato era perfettamente speculare al lato sinistro e che ha uno stato di conservazione molto meno compromesso.
Prima di procedere alle operazioni di reintegro mi sono basato su una ricostruzione tramite computer grafica del pannello con tutte le parti reintegrate. Solamente per la parte del cesto di frutti che è collocata sopra l'arpia, mi sono basato su una ricerca riprendendo disegni tratti da pannelli intarsiati da Domenico del Tasso fiorentino coevi all'epoca del cassone, eseguendo una operazione di riedizione critica della lacuna intarsiata.

Progetto di restauro per le reintegrazioni, del fianco destro, eseguito tramite programma di computer grafica.

Fianco destro prima e dopo l’intervento di riedizione critica, restauro estetico.

 

Studio per la lacuna mancante di una delle tre grazie, tramite riedizione fotografica, prima di un probabile intervento di reitegrazione.

Fronte del cassone parzialmente restaurato

STATO DI CONSERVAZIONE

Ad un preliminare esame del manufatto si sono riscontrate, le pessime condizioni dello stato di conservazione del cassone relative sia alla ossatura e ai pannelli intarsiati.
Si sono evidenziati restauri recenti, con una aggiunta del il cornicione che rifinisce la base, che era mancante, le paraste che riquadrano i pannelli intarsiati sia nel fronte che nei fianchi del mobile che sono state completamente rifatte con legno di pioppo e intarsiate con una decorazione ad intarsio a nastrino  composto da vari tipi di legno, che come decorazione non hanno niente da ravvisare e incongrue alla iconologia filologica del cassone.
Gli intarsi riguardante il lato destro sono privi del 80% dell'iconografia intarsiata originale, con aggiunte di reintegrazioni, riguardante il fondo di noce.
Per quanto riguarda l'altro fianco sinistro,  speculare come disegno al lato destro, gli intarsi mancanti sono del 50%. Grazie alle tracce e alle porzioni di intarsio originali rimaste, si può risalire ad una ipotetica e quasi certa riconduzione iconografica.
Da una accurata visione si nota che la cassapanca ha di sicura certezza delle parti originali i due pannelli frontali e i fianchi intarsiati e una fascia che orna la parte superiore dei pannelli intarsiati collocata sotto il piano a becco di civetta del cassone, anch'essa intarsiata con girali filettati e foglie in legno di bosso su fondo di quercia annegata.
i  pannelli sono riquadrati e decorati con motivi intarsiati nei fianchi e nel fronte delimitati con quattro Rosette quinquefolie disposte hai lati.
Gli intarsi che raffigurano le scene sono intarsiate con legno di bosso su fondo in legno di noce, con la tecnica a buio, rigate con utensili a taglio e riempiti di stucco, che disegnano i particolari  delle figure.
I pannelli frontali  intarsiati che riguardano le scene e i racconti iconografici, avevano subito interventi precedenti di restauro con abbondanti reintegrazioni con stucco, che riprendevano le varie figure che erano state erose da insetti xilofagi e quindi mancanti.

I pannelli frontali mancano di numerose tessere intarsiate, sia per quanto riguarda gli intarsi centrali, delle vicende illustrate intarsiate in legno di bosso, i toppi  che riquadrano le formelle, e parti molto compromesse del fondo di noce erose dal tarlo.
ossatura:
l'ossatura del cassone   è in legno di abete cartellato con elementi con noce intarsiato a tecnica a buio con legno di bosso. Il piano è di legno di noce modanato a becco di civetta, anch'esso molto compromesso.


misure cassone:
larghezza    194 cm
profondità 72,5 cm
altezza 71 cm

Progetto e interventi di restauro estetico.
La  prima operazione, che preserva da possibili danni ulteriori, durante le operazioni di restauro e reintegrazioni alle tessere intarsiate originali che presentavano uno stato di degrado rilevante di erosione sotto la pelle degli intarsi e stato il consolidamento tramite iniezioni di paraloid b72 e primal nelle tessere originali.

Dopo una accurata analisi che è stata elencata, dove si poteva ipotizzare alla quasi certezza per alcune lacune delle tessere di bosso riguardanti le cartellature e le scene del pannello di sinistra, si è provveduto ad un restauro estetico  con reintegrazioni di legno di bosso e rigature dei particolari, sia per le  foglie intarsiate delle cartellature e per quanto riguarda le  figure  allegoriche intarsiate, visto che tramite le parti originali rimaste integre si è potuto ricondurre in maniera molto certa vicina all'originale con una riedizione critica delle parti mancanti .
Per quanto riguarda il pannello di destra che era molto più compromesso del pannello sinistro,  la procedura dell'intervento di restauro è stato usato lo stesso criterio. Per quanto riguarda i toppi si è provveduto ad una ricostruzione e reintegrazione del motivo intarsiato. Per la modanatura intarsiata che orna il pannello delle scene è stata ricostruita in parte e reintegrata nelle parti mancanti.


Per la parte bassa in legno di noce della cartellatura totalmente compromessa, si è provveduto ad una ricostruzione integrale del legno di fondo di noce e degli intarsi a foglia in legno di bosso, comprese gli elementi a quinquefolie disposte ai lati del pannello.
La parte centrale delle scene intarsiate, mancavano alcune porzioni intarsiate riconducibili, con quasi certezza, della loro forma originaria, quindi si è potuto reintegrare le lacune senza snaturare il significato iconografico. Solamente per la lacuna più consistente, riguardante un delle tre grazie in primo piano che tiene un freccia in mano dopo alcune interpretazione si è deciso di lasciare in maniera neutra la lacuna, che non era di sicura certezza.
Il restauro più consistente è stato apportato al pannello del fianco di destra, che mancava dell'80% dell'intarsio d'insieme. Si è provveduto ad un restauro estetico di ricostruzione quasi totale, visto che il lato era perfettamente speculare al lato sinistro e  che ha uno stato di conservazione molto meno compromesso.
Prima di procedere alle operazioni di reintegro mi sono basato su una ricostruzione tramite computer grafica del pannello con tutte le parti reintegrate. Solamente per la parte del cesto di frutti che è collocata sopra l'arpia, mi sono basato su una ricerca riprendendo disegni tratti da pannelli intarsiati da Domenico del Tasso  fiorentino coevi all'epoca del cassone, eseguendo una operazione di riedizione critica della lacuna intarsiata.
Per quanto riguarda le altre parti come i toppi la cornice intarsiata con la tecnica del trompel'oeil, il legno di fondo di noce e le foglie mancanti delle riquadrature e l'elementi a quinquefolie, non ci sono stati dubbi di interpretazione.
Le operazioni di restauro sono state le seguenti consolidamento delle tessere originali ricostruzione del fondo in noce reintegrazione delle tessere con legno di bosso stuccatura dei fori provocati da insetti xilofagi ripresa del colore con velature di colore per accompagnare   le parti reintegrate  ridando una visione di insieme al fianco della cassapanca.

 

RELAZIONE STORICO ARTISTICA DEL PROPRIETARIO DEL CASSONE

1469 anno cruciale per Lorenzo il Magnifico perché vince il così detto torneo dei vent’anni e si sposa con Clarice  della nobile famiglia romana degli  Orsini da cui ebbe sette figli tra i quali il futuro Papa Leone X, entrambi questi avvenimenti: il torneo e il matrimonio sono riportati nello formelle del cassone nuziale di Lorenzo e Clarice, come in uso ai tempi, trasformati in iconologie classiche, nel pieno della cultura umanistica e sopratutto neoplatonica, per opera di importanti artisti del quattrocento fiorentino. Si pensa per il disegno a ( Verrocchio, Botticelli ,dove faceva apprendistato il giovane Leonardo) per l’iconologia e il programma compositiva alla grande cerchia degli amici di Lorenzo come Marsilio Ficino. Per la realizzazione del manufatto a  una delle grandi botteghe d’intarsio presenti in quegli anni a Firenze come   quella del Verrocchio ( aveva anche realizzato lo stendardo che Lorenzo portava nel torneo. Il cassone riporta quattro pannelli ad intarsio con la tecnica a “buio” due laterali rappresentano due arpie simbolo dell’aggiogamento dell’amore profano all’amore sacro e invece i due pannelli frontali rappresentano il trionfo di Marte ( trasposizione  e allusione della vittoria di Lorenzo al torneo) che con un carro di guerra sconfigge i nemici aiutato da un cupido sbendato  e seguito da una frotta di cavalieri, sul carro giacciono in disordine vinti e trionfi di guerra le future panoplie; i cavalli poderosi e classici sono inseriti magistralmente in questa dinamica scena di armi un’altro elemento particolarmente interessante che pone una firma chiara e certa alla scena classica del trionfo d’armi è il Leone ( il Marzocco simbolo di Firenze) che sovrasta con una zampa un elmo in atto di dominio ( il premio del torneo era per l’appunto un elmo) e quindi l’identificazione di Lorenzo con il leone e quindi con Firenze è d’immediata lettura. L’altro pannello a destra rappresenta sempre Lorenzo ma con Clarice nell’apologia del trionfo d’amore dove i due sposi cinti dal nastro dell’Unione matrimoniale sono nudi in piedi nel carro trainato da un Arpia, soggiogata da un satiro aiutato dalle frecce d’amore scagliate da un cupido bendato ( questa volta simbolo dell’amore ) e seguiti dalla rappresentazione delle grazie d’amore....ai piedi della scena delle piante simboliche come la Mandragola alludono alla fecondità, nulla è  lasciato al caso.. il cassone decorato ai lati di ogni pannelli con quattro Rosette quinquefolie proprie dello stemma Orsini tolgono ogni possibile dubbio sull’identificazione del manufatto che anche stilisticamente appartiene a quel decennio del ‘400 e che conteneva l’abito nuziale di Clarice e i cinquanta anelli che raccontano le cronache, e fu inviato a Clarice visto che il primo matrimonio fu celebrato per procura a Roma dal cardinale zio di Clarice... in assenza di Lorenzo impegnato in una importante missione diplomatica. Il cassone pregiata e pregevole scatola da regalo rimase per oltre 5 secoli in una proprietà della famiglia di Clarice Orsini dove è stata conservata per oltre 5 secoli.

corsi: restauro, intarsio, intaglio, laccatura e doratura, ebanisteria MASTRO SANTI DEL SERE
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